The Trip

An adventurous trip from London to Toronto through Europe, Middle East and Asia ...
Many places to visit ... many people to meet ... but one rule: Travel only over land and water; No Planes, No Flights.
I'll look for the hospitality of people who live in the places I'm going to visit ... no hostels is a wish...
am I gonna make it?

Thursday, 8 April 2010

Face Safranbolu

Arrivo a Karabuk, una citta' nata per dare ospitalita' ai lavoratori del complesso industriale metallurgico negli anni '40 che sorge a soli 10 minuti di bus da Safranbolu.
Mi ospita un ragazzo, ricercatore in ingegneria meccanica nella nuovissima facolta' della citta'. Ragazzo interessante e fortemente religioso. Ne aprofitto per confrontarmi e chiedere qualche delucidazione riguardo all'islam.

Il giorno dopo mi accompagna a prendere il minibus per Safranbolu. La sera vorrei prendere il bus verso la Cappadocia ma mi rendo conto che non esistono bus diretti e sono obbligato a fare tappa ad Ankara. Il tempo non e' dei migliori e arrivando nel centro di Safranbolu cerco di capire cosa ci sia di interessante in questo paesello dimenticato da dio. Mi rifugio quindi nel primo internet cafe' per cercare ospitalita' ad Ankara.


Mi avventuro quindi tra le vecchie stradine del paese alla ricerca di qualcosa di rilevante. Non passa tanto tempo che incomincio a vedere abitazioni chiaramente molto antiche ma conservate bene e veramente carine da vedere. Passo praticamente tutta la giornata a passeggiare in mezzo al centro abitato antico ed ammirare le casette che per la maggior parte sono ancora utilizzate!


Nel pomeriggio mentre cammino vedo questo signore che mi fa cenno con le mani di scattargli una fotografia. Ovviamente non parla inglese e ma mi fa capire che vuole che gli spedisca la foto a casa e presi carta e penna incomincia a scrivermi il suo indirizzo....

Non faccio in tempo a salutarlo che tre donne poco distanti mi chiamano; vogliono essere fotografate anche loro e ovviamente anche loro incominciano a scrivermi l'indirizzo per spedirgli le foto ... Oddio che situazione .... non so come dirgli che non mi vien proprio bene stampare e spedire foto a mezzo paese ... Sorrido e faccio per salutarle quando passa un'altra signora loro amica che mi chiede di fotografarla.... ovviamente non rifiuto per non essere scortese e a dire il vero mi fa anche piacere scattare qualche foto agli abitanti di questo paesello dimenticato dal tempo.... se non fosse che anche lei mi chiede di spedirgli le foto... Passano quindi due bambine che avranno avuto si e no 10 o 12 anni ... e mi chiedono ovviamente di fotografarle, ma con la differenza che loro sanno dire qualche parola in inglese! Riesco addirittura a farmi dare un indirizzo e-mail (mi salvo in corner)... Stavo quasi per andarmene quando mi chiedono di fare qualche altra foto davanti a una casa tipica, da dove sbuca un signore ,presumibilmente marito della signora, che va a prendere un bambino che ovviamente mi chiedono di fotografare.
Dopo qualche scatto riesco finalmente a liberarmi e proseguo il mio cammino per un po' sino a quando arriva l'ora di prendere il bus per Ankara.

Ho ricevuto ben 6 risposte alla mia richiesta di ospitalia' "Last Second" e purtroppo mi trovo a dover scegliere. Scelgo una ragazza a cui a dire il vero avevo fatto una richiesta diretta perche' mi era piaciuto il profilo. Mi dice che ci possiamo incontrare al Meeting Settimanale di CS di Ankara. Perfetto!

Dopo qualcosa tipo 4 ore tra minibus, bus, metro e taxi arrivo nel posto scelto per il meeting e la incontro. Passato un po' di tempo con tutti i CSer andiamo a casa presto visto che lei l'indomani lavora (architetto). Dal poco tempo passato assieme mi fa una buona impressione. Le piace viaggiare come a me e sogna di fare il giro attorno al mondo... con la differenza che lei e' piu' giudiziosa e coscenziosa di me e pensa anche al suo lavoro e a un futuro stabile :D
C'e' anche la mamma a casa che e' pachistana come anche il padre ma trasferiti in Turkia da 30 anni per motivi di lavoro, dove la mia ospite e' nata.
La mamma parla un po' di inglese e mi fa piacere scambiarci due chiacchiere il giorno dopo durante la colazione. Sono delle persone squisite e ospitali.

Mi accompagnano alla stazione dove prendo in fretta e furia il bus in direzione della Cappadocia: Goreme. Dove ora mi trovo.

Tuesday, 6 April 2010

Crowded Istanbul & Buyukada Paradise

Ok, inaspettatamente mi trovo collegato su intenrnet tramite WI-FI mentre viaggio in bus ... E chi se l'aspettava tutta questa tecnologia? In Turkia poi... C'e' anche la TV, con un joypad che non ho capito a cosa serve...

Ho lasciato stamattina Istanbul, o meglio Buyukada, che sarebbe un isoletta a largo di Istanbul sul Mar di Marmara dove ho trascorso praticamente gli ultimi 12 giorni. Perche' non sono andato ad Istanbul? Prima di tutto perche' e' piu' difficile trovare ospitalita', soprattutto per un periodo medio lungo e poi preferisco visitare posti piu' particolari delle solite mete turistiche.
L'isoletta in cui mi hanno offerto ospitalita' infatti e' un piccolo paradiso di tranquillita' che mi ha permesso di riposarmi dopo il "Tour the force" Europeo e pianificare le mie prossime tappe. In effetti piu' che pianificare mi sono rilassato e ovviamente ho visitato Istanbul. Ho riposato anche un piede che da quando ho lasciato Sofia aveva incominciato a farmi parecchio male impedendomi quasi di camminare....ora, grazie al riposo, per fortuna il dolore e' quasi passato del tutto.


Buyukada
Buyukada e' la piu' grande delle Princess Islands, un piccolo arcipelago di isolette a sud di istanbul, inizialmente colonizzate da Greci (che in parte ci sono ancora) ma attualmente utilizzate prevalentemente come luogo di villeggiatura estivo e scarsamente popolate nel periodo invernale. A dire il vero (parlo per quanto riguarda Buyukada che e' l'unica delle isole che ho visitato) e' molto turistica e gia' in questo periodo primaverile, soprattutto nel fine settimana e' presa d'assalto dai turisti per lo piu' mediorientali.
Il traghetto (per la modica cifra di 3 lire ovvero 1,50€), che fa la spola tra Istanbul e le isole, impiega 90 minuti a raggiungerla dopo le varie tappe nelle isolette piu' piccole.
Pur essendo la piu' grande dell'arcipelago e' comunque di dimensioni ridotte. L'estensione di soli 5km² permette di visitarla anche a piedi. Non ci sono mezzi a motore sull'isola a parte quelli utilizzati per i servizi di pubblica utilita', e ci si muove prevalentemente in bicicletta o con le carrozze trainate dai cavalli. L'assenza di automobili permettte di godere a pieno della quiete offerta in questo piccolo posto.
Addentrandosi di piu' verso il centro dell'isola si riescono a vedere anche le altre isolette sorelle e parte della porzione di mare a sud di Istanbul densamente trafficata da pescherecci e enormi cargo commerciali. In cima alla collina al centro dell'isola sorge una piccola chiesetta antica dedicata a San Giorgio, danneggiata e ricostruita piu' volte nel corso degli anni.

La persona che mi ha ospitato e' stata gentilissima. Nativo della Turkia e traduttore di professione, ha cercato in tutti i modi di farmi sentire un coinquilino piu' che un ospite. Non mi ha dato nessun limite di tempo alla mia permanenza e ha cercato in ogni modo di agevolarmi.
Un giorno ha anche accettato di ospitare due ragazze: una ragazza Finlandese che ho conosciuto ad Istanbul dopo averla contatta su CS e una sua amica Turka con le quali sono andato a esplorare l'isola.
La casa in cui sono stato ospitato dista 15 minuti a piedi dal porto, sorge sul lato della collina e dalla terrazza si vede tutta la parte Asiatica (est) di Istanbul. Bel paesaggio suggestivo... si sentono solo i versi dei gabbiani, si guarda dal lontano la metropoli immersa nel frastuono dei 15 milioni di abitanti e lo smog delle migliaia di automobili...




Istanbul

Durante il mio soggiorno sull'isola sono riuscito a concedermi 4 visite nella grande citta'. Dovendo fare i conti ogni volta con gli orari dei traghetti (l'ultimo per tornare sull'isola parte alle 23.00) ho cercato di sfruttare al meglio il tempo da trascorrere in quel di Istanbul, cercando ospitalita' per passare la notte li senza la fretta di dover prendere il traghetto. Due giorni sono riuscito a organizzarmi in tal senso. La prima volta mi ha ospitato un CSer conosciuto ad un meeting e la seconda volta la ragazza Turka ospitata sull'isola.
E' una citta' densamente popolata, per questo molto caotica e piena di vita. Il contrasto tra le diverse culture provenienti da Oriente e Occidente si sente e si vede dalla musica, dalla cucina, dai negozi e dai luoghi di culto e ovviamente dallo stile di vita delle persone.

Il centro storico della citta' e' diviso essenzialmente in 2 parti: La parte cosi detta Asiatica (est) costituita piu' che altro da abitazioni di scarso interesse turistico, e la parte Europea (ovest) che a sua volta e' divisa da un canale in nord e sud collegate da un ponte (galata koprusu) sempre affollato di pescatori e passanti e sotto il quale ci si puo' fermare a mangiare nei numerosi ristoranti che offrono specialita' di pesce.


La parte di citta' che sta' a sud e' molto turistica grazie alle numerose moschee e svariati edifici e monumenti antichi. Sfortunatamente la maggior parte sono a pagamento e ho deciso di non visitarli. Sono riuscito pero' grazie a entrare gratuitamente nella Basilica Cistern.

Nonostante tutto e' bella da visitare. Camminando per vie e viuzzole si possono ammirare l'architettura, i mercati e il bazar. Su tutto spiccano la famosa moschea di Hagia Sophia e la Blue Mosque. La stazione ferroviaria di Sirkeci e' famosa per essere il capolinea del celeberrimo Orient Express.




















La parte nord invece e' piu' che altro commerciale. Pochi sono i luoghi di interesse culturale. La Galata Tower che offre una ottima visuale a 360° sulla citta' e' sempre zeppa di turisti pur essendo a pagamento. La via che porta dal ponte sino all'alto ti Taksim e' disseminata di negozi turistici, ristoranti tipici e fast food. Durante il giorno e' una fiumana di persone e durante la sera, soprattutto nel weekend, i giovani popolano i svariati locali nelle viuzzole adiacenti. In questa zona sono stato in diversi locali per dei Meeting di CS, ho assaggiato la birra nazionale (Efes) e diversi piatti e dolci tipici.
Spostandosi di poche centinaia di metri si arriva al centro abitato, un borgo antico e si dice pericoloso in termini di delinquenza.

Nella via principale che passa di fronte alla Galatasaray high school ho trovato un giorno una manifestazione in difesa dei diritti dell'omosessualita' femminile, un altro giorno una manifestazione per la salvaguardia del sorriso :) e un altro giorno ancora un enorme manifestazione per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori...


Passeggiando per il lungomare si nota un palazzo reale e una torre di avvistamento.












Ovunque si beve il chai, il te turko, fatto con una particolare teiera a 2 piani e nelle strade, dalle miriadi di carretti cosparsi per tutta la citta', si possono comprare le caldarroste, le pannocchie di mais e soprattuto i Simit (degli anelli di pasta tipo pane ricoperti di semi di sesamo).
In parecchi ristoranti tipici in vetrina c'e' una donna in vestito tipico che lavora la pasta utilizzata per il Lahmacun (pizza turka).
Oltre ai famosi kebab e doner kebab si trova a volte anche il kokorec che tanto mi ricorda la "Cordula" Sarda (carne o interiora di vitello arrotolate nell'intestino e arrostite)... Ottimo.
Generalmente ho mangiato parecchio. L'immensa varieta' di piatti mi spinge ogni volta a voler assaggiare tutto e mangiare anche piu' del dovuto.

















Nel complesso Istanbul la reputo una citta' affascinante e piena di vita. Come in ogni metropoli si trova di tutto e di piu' e l'architettura di certi edifici e' spettacolare. Nota negativa i prezzi che spesso sono sproporzionati e l'assenza di parchi e spazi verdi che in una metropoli come questa piena di automobili e frastuono sarebbero essenziali....senza contare il sovraffollamento....

Thursday, 25 March 2010

Wistfully Sofia

Salito sul treno notturno per Sofia (sedili normali, decido di non prendere la cuccetta per evitare il sovraprezzo) mi viene subito in mente che mi sono dimenticato di comprare dell'acqua. La mia preoccupazione e' che sono rimasto senza Dinari e neanche Euro.La mia unica speranza e' di riuscire a barattare i 3 KM che mi sono rimasti per una misera bottiglietta d'acqua da 0.5 lt. Niente da fare, dopo qualche ora e dopo qualche tentativo di richiesta ai controllori, mi rendo conto che non c'e' il vagone ristorante e tantomento una persona che passa per i vagoni a vendere vivande.
Tengo duro per tutto il viaggio, durante il quale cerco di dormire il piu' che posso; cosa alquanto difficile con il riscaldamento al massimo che mi secca ancora di piu' le fauci (la manopola per regolarlo e' rotta)  e i soliti controllori e poliziotti di frontiera (stavolta fanno anche i controlli antidroga) che mi svegliano continuamente. Senza contare che a un certo punto, in una stazione non ben definita, il treno cambia direzione facendomi tornare in mente l'incubo di Monaco... Cerco quindi di chiedere se sto' andando nella direzione giusta ma l'inglese delle persone a cui chiedo gli permette solo di dire "Passport" o "Ticket"...


Per fortuna alle 6.30 del mattino, mentre sono mezzo assopito, treno fermo, passa un addetto di stazione che mi dice "Sofia". Mentre mi chiedo come mai, inverosimilmente, il treno sia arrivato con 1 ora di anticipo mi viene in mente che il fuso orario potrebbe essere cambiato. Infatti.

In stazione cerco di chiedere informazioni per trovare un internet cafe' e controllare come raggiungere la casa della ragazza che mi ha risposto positivamente alla richiesta di CS. Mi dirigo quindi verso il centro. Chiedendo di tanto in tanto informazioni, vengo sbattuto da una parte all'altra senza risultati positivi per qualcosa del tipo 1 ora. Impossibile trovare internet cafe' a Sofia. Ne trovo uno per caso in una stradina secondaria... non so neanche io come ...

Contattata la ragazza, cerco di raggiugerla il piu' presto possibile visto che mi avvisa che deve andare a lavoro.
Arrivo in ritardo. Nel senso che lei sarebbe gia' dovuta uscire di casa per andare a lavoro. Ma per aspettarmi ha avvisato che sarebbe arrivata in ritardo... Ovviamente mi sentivo in colpa e le avevo detto che non doveva... ma nonostante cio' molto tranquillamente mi ha detto che non c'erano problemi e al mio arrivo mi accoglie sorridente. Saliamo nel suo appartamento ... molto velocemente mi fa vedere tutto, mi dice di fare come a casa mia e che mi ha preparato questo:


:.)
Oddio ... mi viene quasi da piangere ...
Lei e' Bulgara ... lontane origini Portoghesi... e' molto carina... e evidentemente gentile e premurosa... parla tra l'altro un ottimo Inglese.
Frettolosamente mi saluta avviandosi verso il lavoro e mi da appuntamento alla sera dopo che avra' finito la lezione di flamenco.


Nuovamente da solo mi rendo presentabile ed esco a fare un giro per la citta' senza nessuna cartina.

Giro qua e la cercando di tenermi vicino al centro. Non c'e' niente che mi attira paticolarmente, ma il mercato mi incuriosisce.
La valuta sono le Leva e i prezzi comparati alla zona euro e non solo sono veramente bassi. 


Dopo un po' di girovagare sento la stanchezza assalirmi e torno a casa un po' prima del previsto per rilassarmi un attimo in attesa del ritorno della mia nuova ospite.
Nonostante sia stanca dalla lunga giornata mi porta a fare un giro dei principali luoghi di interesse vicino al centro (quasi tutti li avevo gia' visti nel mio girovagare) prima di andare in un locale molto carino e molto spartano dove incontriamo un suo amico americano.
Non troppo tardi decidiamo di tornare a casa e riposare in attesa del nuovo giorno.










Mi sveglio praticamente alla sua stessa ora... presto quindi... mentre lei si prepara per andare a lavoro. Io devo partire quel giorno stesso anche se lei mi dice che posso stare un altra notte se voglio.
In effetti potrei, perche' il biglietto interrail non lo posso piu' utilizzare perche' essendo valido solo sino alla mezzanotte il viaggio con l'unico treno notturno che mi porterebbe a Istanbul non e' coperto.... ma ho gia' confermato il mio arrivo a Istanbul alla persona che mi deve orpitare e non mi va di ritrattare...non sarebbe cortese.
Sotto consiglio della mia ospite e dell'amico americano vado a informarmi in stazione riguardo alle varie possibilita' di viaggio: Treno e Bus.
Essendo il treno ridicolamente molto piu' caro e piu' lento del bus opto per il secondo che partendo alle 23.00 mi dara' il tempo di passare tutta la giornata a Sofia.
Riprendo quindi il mio girovagare durante il quale ripasso in qualche posto visto il giorno prima durante il tour con la mia ospite, come per esempio le fontane di acqua calda (dove tanti vanno a fare scorta dell'acqua che si dice essere benefica) e le terme adiacenti.




La sera, la mia ospite torna presto e come gia' avevamo deciso il giorno prima, andiamo a mangiare fuori. Porto lo zaino a presso pronto a partire e passo le ultime ore a Sofia in un ristorante molto carino, mangiando qualche piatto tipico e parlando con lei ...e' di ottima compagnia ... mi fa stare bene e sento che vorrei conoscerla meglio, rivederla... ma piu' ci penso e piu' mi sembra una cosa difficile... 
Piove e mi accompagna a prendere il taxi.
Mi dispiace di dovermene andare cosi' di fretta...ma questo e' il bello e il brutto del mio viaggio ...del CSing ... alle volte bisogna ingoiare il rospo e guardare avanti, alla prossima tappa... Istanbul